Trasporto Combinato ferro-gomma

Trasporto combinato ferro-gomma in Italia: un’analisi approfondita

Il trasporto su gomma, come sappiamo, rappresenta ancora la modalità principale per la movimentazione delle merci all’interno del nostro paese. Tuttavia, in virtù di una crescente attenzione verso la sostenibilità e l’efficienza delle operazioni logistiche, molte aziende si stanno finalmente convincendo ad esplorare e adottare modalità di trasporto alternative, in grado di mitigare gli impatti negativi del solo trasporto su gomma. La marcata dipendenza dal trasporto stradale in Italia è sia una sfida che un’opportunità per l’affermazione di nuovi modelli distributivi, come, ad esempio, il trasporto combinato ferro-gomma. La crescente enfasi sulla sostenibilità ambientale potrebbe, infatti, rappresentare, come dicevamo, un fattore chiave per una sua maggiore adozione.

Nonostante la strada da percorrere sia ancora piuttosto lunga, questa particolare modalità di trasporto si sta gradualmente configurando come una soluzione strategica per superare i limiti e le esternalità negative del trasporto tutto-gomma, in virtù della sua capacità di migliorare l’efficienza complessiva della catena logistica, ridurre i costi operativi e diminuire l’impatto ambientale, soprattutto quando c’è la necessità di movimentare grandi volumi di merci su distanze considerevoli.

Cos’è il trasporto combinato ferro-gomma?

Il trasporto combinato ferro-gomma integra due modalità di trasporto. La tratta iniziale (primo miglio) e quella finale del percorso (ultimo miglio) avvengono tramite camion, mentre la parte principale del viaggio si svolge su rotaia. Un aspetto fondamentale di questa modalità di trasporto è l’utilizzo della stessa unità di carico (UTI), che può essere un container, una cassa mobile o un semirimorchio, dalla presa alla consegna (senza rottura del carico). La normativa stabilisce dei limiti alla lunghezza delle tratte stradali, che generalmente non devono superare i 150 km in linea d’aria, e una distanza minima per la tratta ferroviaria, che deve essere superiore ai 100 km in linea d’aria. Queste restrizioni mirano a massimizzare l’utilizzo del trasporto ferroviario, più sostenibile, per la porzione più lunga del viaggio.

In questo particolare modello di trasporto, le unità di carico standardizzate (UTI) ricoprono un ruolo fondamentale, in quanto consentono un trasferimento rapido ed agevole delle merci tra i diversi mezzi di trasporto. È possibile distinguere tra trasporto combinato accompagnato, dove l’autista viaggia con il veicolo caricato sul treno, e trasporto combinato non accompagnato, dove solo l’unità di carico viene trasportata su rotaia.

Il trasporto combinato ferro-gomma è regolamentato da diverse normative, sia a livello italiano che europeo. Tra le direttive europee di riferimento si annovera la Direttiva del Consiglio 92/106/CEE, recepita anche dalla legislazione italiana, che definisce i criteri e le condizioni per poter considerare un trasporto come “combinato”. Queste normative stabiliscono, non solo, come dicevamo poco fa, i limiti di distanza per le tratte stradali e ferroviarie, ma anche le varie tipologie di merci ammissibili e i requisiti per gli operatori autorizzati ad effettuare tali trasporti.

I vantaggi del trasporto combinato ferro-gomma

Il trasporto combinato ferro-gomma offre una serie di vantaggi significativi per le aziende che movimentano grandi quantità di merci. Uno dei principali benefici è la riduzione dei costi. La tratta ferroviaria, specialmente per lunghe percorrenze, può risultare più economica rispetto al trasporto su gomma, grazie alla maggiore efficienza in termini di consumo di carburante e alle economie di scala. I treni hanno la capacità di trasportare volumi di merci notevolmente superiori rispetto ai camion, con un minor consumo di energia per unità di carico. Inoltre, si possono ottenere risparmi sui pedaggi autostradali, soprattutto per le lunghe percorrenze. La relativa stabilità dei costi del trasporto ferroviario, spesso basati su tariffe negoziate a lungo termine, offre una maggiore prevedibilità rispetto alle fluttuazioni dei prezzi del carburante nel trasporto su strada .

Sebbene non siano sempre facilmente quantificabili nelle fatture di trasporto, i benefici sociali derivanti dalla riduzione degli incidenti stradali e della congestione, associati al trasporto ferroviario, possono indirettamente favorire le aziende attraverso minori oneri fiscali o una maggiore efficienza delle catene di approvvigionamento. Le informazioni disponibili confermano che il trasporto combinato conduce a una significativa riduzione dei costi grazie all’efficienza e alla possibilità di scegliere la modalità di trasporto più adatta per ogni segmento del percorso.

Un altro vantaggio sostanziale è il ridotto impatto ambientale. Il trasporto ferroviario produce una quantità significativamente inferiore di emissioni di anidride carbonica (CO2) rispetto al trasporto su gomma, a parità di volume e distanza. Optare per il trasporto combinato consente alle aziende di diminuire considerevolmente le proprie emissioni di gas serra di Scope 3 (tutte le emissioni indirette di gas serra che si generano nella catena valore di un’organizzazione), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità e migliorando potenzialmente la propria immagine aziendale. Oltre alla CO2, il trasporto ferroviario contribuisce a ridurre anche altri tipi di inquinamento atmosferico, oltreché quello acustico, soprattutto nelle aree urbane e lungo i principali corridoi stradali.

Per quanto concerne i tempi di transito, il trasporto ferroviario può offrire tempi di percorrenza prevedibili e potenzialmente più rapidi sulle lunghe distanze, evitando la congestione del traffico sulle principali arterie stradali. Per spedizioni urgenti su lunghe distanze, l’affidabilità degli orari ferroviari e l’assenza di ritardi dovuti al traffico possono rappresentare un vantaggio competitivo per le aziende. Nonostante il trasporto combinato consenta di ottimizzare la logistica e di snellire i processi di consegna, è fondamentale che le tratte stradali iniziali e finali (primo e ultimo miglio), così come le operazioni nei terminal intermodali, siano efficienti per massimizzare i risparmi di tempo.

Infine, il trasporto combinato ferro-gomma può anche garantire maggiore affidabilità e sicurezza. Il trasporto ferroviario è generalmente meno soggetto ad interruzioni dovute a condizioni meteorologiche avverse o chiusure stradali rispetto al trasporto su gomma. Inoltre, le merci trasportate su rotaia godono di una maggiore sicurezza, con un ridotto rischio di furti o danni, in quanto il carico rimane all’interno della stessa unità di trasporto intermodale per l’intero viaggio. In pratica, l’ambiente controllato del trasporto ferroviario e le unità di carico sigillate offrono una migliore protezione rispetto al trasporto su gomma. Il trasporto combinato si presta anche al trasporto di merci pericolose (ADR), spesso con protocolli di sicurezza molto più rigorosi.


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Livelli di adozione del trasporto combinato ferro-gomma in Italia

Analizzando le tendenze degli ultimi anni, si nota una certa variabilità nell’utilizzo del trasporto combinato in Italia. Confrontando i livelli di utilizzo attuali con i dati storici, si può osservare che la quota del trasporto ferroviario in Italia è tradizionalmente inferiore rispetto a quella del trasporto su strada e, in molti casi, anche rispetto alla media europea. Secondo i dati più recenti, si è osservato un calo delle spedizioni intermodali nel 2023 ed una diminuzione complessiva del traffico ferroviario merci.

Sono diversi i fattori che influenzano i livelli di utilizzo del trasporto combinato ferro-gomma in Italia. Le infrastrutture giocano, ovviamente, un ruolo cruciale. La rete ferroviaria italiana presenta una maggiore concentrazione nelle regioni settentrionali, il che potrebbe limitare l’applicabilità del trasporto combinato per le aziende situate in altre aree del paese. La disponibilità e l’efficienza dei terminal intermodali (porti, interporti, scali ferroviari) per il trasferimento delle merci tra strada e ferrovia sono determinanti. La presenza di colli di bottiglia o limitazioni infrastrutturali, come la non conformità agli standard europei per la lunghezza dei treni nei terminal, ostacolano la crescita del settore. Anche le interruzioni infrastrutturali, come le chiusure di gallerie, hanno un impatto significativo sul traffico.

I costi rappresentano un altro fattore chiave. La differenza di costo percepita o reale tra il trasporto combinato e quello su gomma influenza significativamente la scelta della modalità di trasporto da parte delle aziende . Gli incentivi governativi, come il “ferrobonus”, possono contribuire a rendere il trasporto combinato più competitivo dal punto di vista economico. È importante considerare anche l’impatto dei costi esterni (ambientali e sociali), spesso non pienamente riflessi nei costi diretti del trasporto su gomma. In pratica, l’efficacia in termini di costi del trasporto combinato è un elemento fondamentale per la sua adozione. Le politiche governative e una valutazione completa di tutti i costi, incluse le esternalità, svolgono un ruolo significativo in questo contesto.

Infine, un altro fattore determinante è anche la concorrenza con altre modalità di trasporto. La scelta della modalità di movimentazione delle merci è influenzata da un complesso insieme di fattori, e il trasporto combinato deve offrire una proposta di valore competitiva rispetto alle alternative, in particolare il trasporto su gomma.

Rapporto annuale 2025 (Fermerci)

Il “Rapporto annuale sul trasporto ferroviario merci”, realizzato da Fermerci, in collaborazione con RSE, l’Università Federico II di Napoli e PwC, rappresenta una bussola fondamentale per comprendere lo stato di salute, le criticità e le potenzialità di un settore strategico per l’economia e la sostenibilità ambientale del nostro Paese.

I dati emersi durante il convegno di presentazione del report 2025 hanno confermato uno scenario piuttosto complesso, nonostante il settore del trasporto ferroviario merci abbia dimostrato notevole resilienza durante le recenti crisi globali.

Il 2024 si è concluso confermando un trend negativo già osservato nei due anni precedenti. Si sono registrati 51,2 milioni di treni*km, con una flessione del 5% rispetto ai livelli del 2021.

Questa contrazione è stata amplificata da due fattori: le numerose interruzioni sulla rete ferroviaria nazionale, legate ai lavori finanziati dal PNRR, e la prolungata chiusura di alcuni valichi alpini, fondamentali per le connessioni europee.

Lo scenario per il biennio 2025-2026 presenta ulteriori criticità. Secondo le stime di RFI, si assisterà ad un incremento delle interruzioni che impatteranno oltre il 50% della capacità di traffico merci, compromettendo in maniera significativa l’efficienza dell’intero sistema.

Il 2025 si delinea, quindi, come un anno di transizione particolarmente complesso, caratterizzato da un probabile ulteriore calo dei volumi e dalla persistente fragilità strutturale del comparto, accentuata dalla crisi della produzione industriale sia in Italia che in Europa.

Solo dal 2027, quando gli investimenti infrastrutturali attualmente in corso inizieranno a dare i loro frutti, ci si potrà ragionevolmente attendere un miglioramento sostanziale del quadro operativo.

Confronto con altri paesi europei

L’analisi dell’utilizzo del trasporto combinato in altri paesi europei, come Germania, Francia, Svizzera e Austria, rivela che l’Italia presenta una quota di mercato inferiore rispetto alla media europea. In paesi come la Svizzera e la Norvegia, la quota del trasporto combinato è significativamente più elevata.

Diversi fattori contribuiscono ad un maggiore utilizzo in questi paesi, tra cui infrastrutture ferroviarie più sviluppate, un maggiore sostegno governativo e contesti geografici differenti, come nel caso dei paesi di transito alpino. Ad esempio, la Germania e la Polonia mostrano volumi assoluti di trasporto ferroviario merci molto elevati, con il trasporto combinato che rappresenta una porzione sostanziale.

Il confronto con altri paesi europei evidenzia il notevole potenziale di crescita del trasporto combinato in Italia, e l’apprendimento dalle loro esperienze, senz’altro più virtuose, potrebbe fornire un punto di riferimento davvero importante.

Conclusioni

Nonostante gli oggettivi benefici, i livelli di utilizzo del trasporto combinato ferro-gomma in Italia rimangono relativamente bassi rispetto ad altri paesi europei, e recenti dati indicano una tendenza al ribasso. Diversi fattori influenzano questa situazione, tra cui le limitazioni infrastrutturali, i costi, le normative e la concorrenza con altre modalità di trasporto, in particolare il trasporto su gomma.

Le prospettive per il trasporto combinato in Italia sono tuttavia promettenti, soprattutto considerando la crescente attenzione verso la sostenibilità e gli obiettivi di trasferimento modale promossi dall’Unione Europea. Per realizzare appieno il potenziale di questa modalità di trasporto, è necessario, però, un impegno congiunto da parte di aziende, governi nazionali ed operatori del settore.

  • Le aziende dovrebbero valutare attentamente l’idoneità del trasporto combinato per le proprie esigenze logistiche, considerando fattori come il volume e la distanza delle spedizioni, il tipo di merce e la sensibilità ai tempi di consegna.
  • I governi nazionali devono continuare ad investire nell’ammodernamento e nell’espansione della rete ferroviaria, oltreché dei terminal intermodali, rimuovendo i colli di bottiglia e garantendo la conformità agli standard europei.
  • Gli operatori di settore (compagnie ferroviarie, gestori dei terminal e fornitori di servizi logistici) dovrebbero collaborare per migliorare l’efficienza, l’affidabilità e la flessibilità dei servizi di trasporto combinato. Ciò include l’ottimizzazione delle operazioni nei terminal, il miglioramento della connettività intermodale e l’investimento in nuove tecnologie per il tracciamento e la gestione delle spedizioni.

Solo in questo modo, l’Italia potrà sfruttare appieno i vantaggi del trasporto combinato ferro-gomma, contribuendo ad una logistica sempre più efficiente, sostenibile e, soprattutto, competitiva.


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