Talvolta definite anche come unità di carico, le Unità di trasporto intermodale (UTI) rappresentano l’elemento centrale del trasporto intermodale. Le UTI sono contenitori standardizzati progettati per essere trasferiti da un mezzo di trasporto all’altro senza che sia necessario spostare la merce contenuta al loro interno. Oltre ai container, alle casse mobili e ai semirimorchi, esistono altre forme di unità di trasporto intermodale, come ad esempio gli stessi vagoni ferroviari e i rimorchi, sebbene i primi tre rappresentino le tipologie principali utilizzate nel trasporto combinato ferro-gomma.
Queste UTI possono essere caricate su diverse tipologie di mezzi di trasporto, tra cui navi portacontainer, treni merci e rimorchi intermodali, a testimonianza della loro versatilità e della loro importanza nel sistema logistico globale. Il trasferimento di una unità di carico da un mezzo di trasporto all’altro avviene generalmente tramite l’impiego di gru specializzate all’interno di terminal intermodali appositamente attrezzati per portare a termine in maniera efficiente queste operazioni.
Container
Un container non è altro che un “contenitore metallico” caratterizzato da una struttura rinforzata e dalla capacità di essere sovrapposto ad altre unità simili. La sua progettazione consente il trasbordo sia in senso verticale che orizzontale, rendendolo estremamente versatile per l’impiego in diverse fasi del trasporto. I container conformi agli standard ISO (International Organization for Standardization) sono specificamente progettati per il trasporto intermodale e, in particolare, per il trasporto marittimo, grazie alla loro robustezza e alle dimensioni standardizzate.
Realizzati prevalentemente in acciaio secondo standard internazionali, i container ISO sono dotati di attacchi standardizzati, comunemente noti come twistlocks, posizionati negli angoli della struttura. Questi attacchi consentono il fissaggio sicuro sui vari mezzi di trasporto e facilitano le operazioni di movimentazione. La solidità costruttiva e le dimensioni standardizzate dei container ne consentono un’ampia gamma di utilizzi nel settore della logistica e del trasporto delle merci. I container impiegati nel trasporto marittimo sono frequentemente identificati come container ISO e, per poter essere spediti, devono essere provvisti di una targhetta di approvazione di sicurezza valida, conosciuta anche come targhetta CSC (Convention for Safe Containers).
Esiste una varietà di tipologie di container, ciascuna delle quali progettata per rispondere a specifiche esigenze di trasporto. I container standard, spesso definiti anche “dry“, rappresentano le unità di carico più comuni. Completamente chiusi, sono impermeabili ed offrono una protezione efficace dalle intemperie. Le dimensioni più diffuse per i container standard sono quelle da 20 e 40 piedi. I container High Cube presentano le stesse dimensioni in larghezza e lunghezza dei container standard, ma si distinguono per un’altezza superiore, offrendo un maggiore volume interno per il carico. Per il trasporto di merci che richiedono una temperatura controllata, come alimenti freschi o farmaci, vengono utilizzati i container refrigerati (Reefer), dotati di sistemi di refrigerazione integrati. I container aperti (Open Top) sono progettati con un tetto rimovibile o telonato, per facilitare il caricamento di merci che sporgono in altezza o che necessitano di essere caricate dall’alto.
Alcuni container, denominati Open Side, sono dotati di aperture laterali per un accesso più agevole al carico. Per il trasporto di liquidi o gas, si impiegano i container cisterna (Tank Container), costituiti da una struttura a serbatoio all’interno di un telaio standardizzato. I container per carichi specifici (Flat Rack) sono privi di pareti laterali e tetto, risultando ideali per il trasporto di merci di grandi dimensioni o con sagome irregolari. I container a piattaforma (Platform) non presentano alcuna pannellatura e sono utilizzati per carichi particolarmente pesanti.
Le dimensioni dei container utilizzati nel trasporto intermodale sono definite da standard internazionali ISO. Le misure standard sono espresse in piedi, con le lunghezze di 20 e 40 piedi che rappresentano le dimensioni più comuni. Sebbene esistano anche container da 8, 10 e 15 piedi, questi sono meno diffusi, soprattutto nel trasporto marittimo. La norma ISO 668:2020 definisce i codici per la lunghezza dei container: A (40 piedi), B (30 piedi), C (20 piedi), D (10 piedi) ed E (45 piedi). Le altezze standard includono 8 piedi (altezza standard), 8 piedi e 6 pollici (spesso indicato con un codice doppio), 9 piedi e 6 pollici (indicato con un codice triplo) e 4 piedi e 3 pollici (container di metà altezza, con suffisso “X”).
La larghezza standard di un container è di 8 piedi (2.438 mm), ma esistono versioni da 8 piedi e 6 pollici (principalmente utilizzate negli Stati Uniti) e da 2.500 mm (più comuni in Europa). È importante notare che la norma ISO 6346 stabilisce le dimensioni esterne, le dimensioni interne minime e il peso massimo consentito per i container, mentre la tara, le dimensioni interne effettive ed altre misure possono variare a seconda del modello e del produttore.
I container marittimi sono abitualmente costruiti con una struttura che comprende pareti grecate, un telaio robusto, porte resistenti e traverse di fondo, tutti realizzati in acciaio Corten. Questo materiale è apprezzato per la sua resistenza a diverse condizioni ambientali e variazioni di temperatura. Il telaio di base del container è assemblato tramite saldatura con componenti in acciaio particolarmente robusti, con longheroni inferiori spesso realizzati in acciaio presso piegato in un unico pezzo. I montanti angolari, anch’essi in acciaio presso piegato ad alta resistenza, contribuiscono alla solidità strutturale complessiva. Le pareti laterali e il tetto sono generalmente costituiti da lamiere d’acciaio grecate con uno spessore tipicamente compreso tra 1.8 e 2.0 mm. Il pavimento è solitamente realizzato in compensato marino multistrato trattato con resine fenoliche e può avere uno spessore di circa 31 mm.
In alcuni casi, il pavimento può essere trattato con insetticidi per prevenire l’introduzione di insetti durante il trasporto. Tra i componenti essenziali di un container figurano i blocchi d’angolo rinforzati, dotati di aperture per l’inserimento dei twist lock, che consentono di collegare i container tra loro o ai punti di ancoraggio. Altri elementi strutturali importanti sono le traverse del fondo, che forniscono supporto al pavimento, e le tasche per carrelli elevatori, che facilitano la movimentazione a terra. Le porte di carico sono generalmente a due battenti e dotate di guarnizioni in gomma per garantire la tenuta stagna. Ogni container, come accennavamo, è provvisto di una targa CSC che attesta la sua conformità agli standard di sicurezza. Per garantire una protezione ottimale dagli agenti atmosferici e dalla corrosione, i container sono sottoposti a un processo di verniciatura marina. Infine, la sicurezza del carico è garantita da sistemi di blocco, sigillature e, in alcuni casi, da dispositivi di allarme e localizzazione.
I container trovano applicazioni specifiche in una vasta gamma di settori industriali. Nel settore del commercio al dettaglio e dei beni di consumo, sono ampiamente utilizzati per il trasporto di prodotti finiti ed imballati destinati alla vendita. Nel settore manifatturiero ed industriale, sono impiegati per la movimentazione di materie prime, componenti e prodotti finiti lungo la catena di approvvigionamento. Il settore alimentare ed agricolo si avvale di container standard per prodotti secchi e di container refrigerati per il trasporto di merci deperibili o congelate. Il settore chimico e petrolifero utilizza container cisterna specifici per il trasporto sicuro di liquidi e gas. Anche il settore automobilistico impiega container per la movimentazione di componenti e, in alcuni casi, di veicoli finiti. Il settore farmaceutico utilizza container, spesso refrigerati, per il trasporto di prodotti sensibili alla temperatura.
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Casse Mobili
La cassa mobile, nota anche come “swap body“, rappresenta un’unità di carico specificamente impiegata nel trasporto combinato ferro-gomma. Una delle sue caratteristiche distintive è che, a differenza dei container, generalmente non è rinforzata e, di conseguenza, non è impilabile a pieno carico. Tuttavia, esistono alcuni tipi di casse mobili che possono essere sovrapposte quando sono vuote. Un’altra peculiarità delle casse mobili è la presenza di puntelli che permettono loro di sostenersi autonomamente una volta rimosse dal veicolo. Questa caratteristica consente la movimentazione senza la necessità di ricorrere a mezzi ausiliari di sollevamento. Rispetto ai container, le casse mobili presentano una tara inferiore e una maggiore facilità nelle operazioni di carico e scarico. Le loro dimensioni sono appositamente studiate per essere compatibili con i veicoli stradali, ottimizzando l’utilizzo dello spazio disponibile.
Un vantaggio significativo delle casse mobili, soprattutto se confrontate con i container, è la migliore utilizzazione dello spazio interno quando vengono caricate con europallet (800×1200 mm), grazie ad una larghezza interna generalmente maggiore (circa 2440 mm). Le casse mobili sono dotate di blocchi d’angolo unicamente nella parte inferiore, utilizzati per il fissaggio sui carri ferroviari e sui pianali dei veicoli stradali. A differenza dei container, non possono essere movimentate dall’alto; la loro movimentazione avviene verticalmente tramite un sistema di pinze che le sollevano dalla parte inferiore, una tecnica nota come “piggy back“. È importante sottolineare che la cassa mobile non è considerata un’unità idonea per il trasporto marittimo a causa della sua struttura generalmente meno robusta e della mancanza di certificazioni specifiche per questo tipo di trasporto.
Esiste una grande varietà di casse mobili disponibili sul mercato, progettate per rispondere a diverse esigenze di trasporto. Le casse mobili furgonate, realizzate in plywood o specifiche per il trasporto di mobili, offrono una soluzione sicura e protetta per merci che richiedono un ambiente chiuso. Le casse mobili telonate, disponibili anche in versione centinata, con o senza sponde laterali, e nella tipologia Tautliner con sistemi di copertura e scoperta, offrono flessibilità nel carico e nello scarico di merci di diverse dimensioni e forme. Le casse mobili gran volume, come quelle alla francese, sono progettate per massimizzare la capacità di carico. Per il trasporto di merci deperibili, sono disponibili le casse mobili refrigerate, dotate di sistemi di controllo della temperatura. Alcuni tipi di casse mobili sono realizzate in acciaio per una maggiore robustezza, mentre altre sono specificamente progettate per il trasporto di carichi secchi. Esistono anche casse mobili pianalate per il trasporto di merci che non necessitano di protezione dagli agenti atmosferici.
L’impiego delle casse mobili nel trasporto intermodale offre diversi vantaggi. Grazie alla loro forma e alle loro dimensioni, queste unità di carico consentono un’ottimizzazione dello spazio interno per i pallet: a parità di volume disponibile, sono in grado di trasportare un maggior numero di europallet rispetto ai container. La loro struttura, con pareti che possono essere rigide o telonate, offre una notevole facilità di carico e scarico laterale, un aspetto particolarmente vantaggioso per merci “pallettizzate” o spedizioni che richiedono operazioni rapide. Le casse mobili presentano una tara inferiore rispetto ai container, con un peso generalmente inferiore alle 1,5 tonnellate, il che si traduce in un risparmio in termini di carburante a parità di carico trasportato. La presenza dei puntelli conferisce alle casse mobili una trasferibilità indipendente da un mezzo all’altro, senza la necessità di utilizzare mezzi di sollevamento o trasferimento accessori Infine, la flessibilità di utilizzo è un altro punto di forza, grazie alla disponibilità di diversi modelli che si adattano a svariate tipologie di merci.
Le casse mobili trovano applicazioni specifiche principalmente nel trasporto combinato ferro-gomma a corto-medio raggio, rappresentando la soluzione prevalente in questo tipo di trasporto terrestre. Sono particolarmente adatte per settori che richiedono un facile accesso laterale per le operazioni di carico e scarico, risultando ideali per la movimentazione di merci pallettizzate e per spedizioni che necessitano di tempi rapidi di carico e scarico. Confrontando le casse mobili con i container, emerge che le prime offrono una migliore ottimizzazione dello spazio per i pallet ed una tara inferiore, ma non sono idonee al trasporto marittimo e generalmente non sono impilabili a pieno carico. Un ulteriore vantaggio delle casse mobili è che, grazie ai puntelli di cui sono dotate, non necessitano di mezzi ausiliari per il carico e lo scarico dal veicolo, a differenza dei container che richiedono attrezzature di sollevamento
Semirimorchi
Nel contesto del trasporto intermodale, un semirimorchio è definito come un’unità di carico e di trasporto che può essere impiegata efficacemente in diverse combinazioni modali. La sua flessibilità lo rende particolarmente adatto al trasporto combinato ferro-gomma. I semirimorchi sono comunemente utilizzati nella tecnica del “piggy back“, che prevede il loro trasporto su appositi pianali ferroviari. Un’altra applicazione rilevante è quella delle “autostrade viaggianti“, in cui l’intero autocarro, compreso il semirimorchio, viene caricato su carri ferroviari per lunghe percorrenze, consentendo di superare zone montuose o di ridurre i tempi di viaggio su strada. È importante sottolineare che il semirimorchio è dotato di proprie ruote (rodiggio), il che rappresenta un vantaggio significativo nel carico a bordo di navi Ro-Ro (Roll-on/Roll-off), in quanto può essere spostato con una motrice.
Esistono diverse tipologie di semirimorchi specificamente adatte al trasporto intermodale, in particolare per la combinazione ferro-gomma. Tra questi, i semirimorchi standard vengono appositamente rinforzati ed attrezzati per poter resistere alle sollecitazioni derivanti dal sollevamento e dal caricamento sui pianali ferroviari. I semirimorchi bimodali rappresentano una soluzione ancora più integrata, essendo progettati per circolare sia su strada, agganciati ad un trattore, sia su rotaia, tramite l’utilizzo di carrelli ferroviari. I semirimorchi gruabili (spesso identificati con le sigle P400 o P386) presentano dimensioni standardizzate che ne consentono il sollevamento e il trasferimento tramite gru nei terminal intermodali.
A seconda della tipologia di merce trasportata, sono disponibili semirimorchi telonati, isotermici e furgonati adatti al trasporto combinato. Il semirimorchio a piano mobile (come lo Scrigno Intermodale) è un altro esempio di soluzione tecnologica avanzata progettata per facilitare le operazioni di carico e scarico nel contesto intermodale. I semirimorchi standardizzati CEN sono specificamente progettati per il trasporto intermodale ferro-gomma in Europa, in quanto rispettano le normative dimensionali e strutturali vigenti. Infine, esistono tecnologie come r2L che consentono di rendere “gruabili” anche i semirimorchi non originariamente progettati per il sollevamento con gru, ampliando ulteriormente le possibilità di impiego del trasporto intermodale. Si segnalano anche i semirimorchi lunghi intermodali (Cargo Rail Euro Trailer) che massimizzano la capacità di carico nel rispetto delle normative europee e i semirimorchi P400 dotati di sistemi di alza/bassa e copri/scopri per una maggiore versatilità.
L’utilizzo dei semirimorchi offre diversi vantaggi. La loro flessibilità nel poter essere utilizzati sia su strada che su ferrovia (mediante carri ferroviari specializzati, come i carri “tasca“, “wippen” e “modalohr“, progettati appositamente per accogliere e fissare i semirimorchi) consente di coprire l’intero percorso con un’unica unità di carico, riducendo la necessità di trasbordi. I semirimorchi sono in grado di trasportare carichi voluminosi e pesanti, risultando adatti a merci di grandi dimensioni e peso elevato. La possibilità di impiego nel trasporto accompagnato, attraverso il sistema dell'”autostrada viaggiante“, consente di trasportare l’intero autocarro su rotaia, riducendo i tempi di percorrenza e permettendo agli autisti di osservare i periodi di riposo durante il viaggio in treno. In alcuni casi, i semirimorchi, che possono essere caricati sia lateralmente che verticalmente, possono offrire una maggiore capacità di carico rispetto ai container. Rispetto alle casse mobili e ai container, l’utilizzo di semirimorchi può comportare minori costi di movimentazione nei terminal intermodali, in quanto spesso non richiedono l’impiego aggiuntivo di un carrello stradale.
I semirimorchi trovano applicazioni specifiche nel trasporto ferro-gomma a lunga distanza, rappresentando una soluzione particolarmente efficiente per combinare la flessibilità del trasporto su gomma per le tratte iniziali e finali (primo e ultimo miglio) con l’efficienza del trasporto ferroviario per le lunghe percorrenze. Sono inoltre ideali per il trasporto di veicoli e carichi eccezionali attraverso il sistema dell'”autostrada viaggiante“, che consente di movimentare interi autocarri su rotaia. Confrontando i semirimorchi con i container, emerge che i primi offrono una maggiore flessibilità su strada grazie alla presenza delle ruote, ma potrebbero essere soggetti a limitazioni di altezza nel trasporto ferroviario.
I container, d’altra parte, sono più standardizzati per il trasporto marittimo e ferroviario e per l’impilamento. Rispetto alle casse mobili, i semirimorchi sono adatti al trasporto accompagnato e possono avere una maggiore capacità di carico, mentre le casse mobili sono ottimizzate per il trasporto combinato non accompagnato ferro-gomma ed offrono un migliore sfruttamento dello spazio per i pallet. Una differenza piuttosto significativa è che i semirimorchi possono essere caricati orizzontalmente sui carri “wippen” senza la necessità di impiegare gru, a differenza delle casse mobili che richiedono l’utilizzo di pinze per la movimentazione.
Il futuro delle unità di trasporto intermodale
Il futuro delle Unità di trasporto intermodale (UTI) è caratterizzato da significativi progressi tecnologici e da una crescente attenzione alla sostenibilità. Tra i progressi tecnologici attesi, si annoverano l’introduzione di container intelligenti (Smart Container) dotati di sistemi di tracciamento e monitoraggio avanzati, come GPS e sensori per la rilevazione di temperatura, umidità e urti, che offriranno una maggiore visibilità e controllo sulla merce durante il trasporto. Si prevede lo sviluppo di materiali più leggeri e resistenti, come i compositi e nuovi tipi di acciaio, che consentiranno di aumentare l’efficienza e il carico utile delle UTI. L’innovazione nelle tecnologie di carico e scarico, con l’adozione di sistemi automatizzati e gru più efficienti, contribuirà a ridurre i tempi di movimentazione nei terminal intermodali.
L’automazione dei terminal intermodali, attraverso l’impiego di veicoli a guida autonoma e robot per l’ispezione e la manutenzione, migliorerà ulteriormente l’efficienza e la sicurezza delle operazioni. L’utilizzo di big data e dell’intelligenza artificiale consentirà di ottimizzare le rotte di trasporto, prevedere la domanda e gestire in modo più efficace le flotte di UTI. Lo sviluppo di piattaforme digitali per il coordinamento e la gestione delle operazioni intermodali semplificherà la comunicazione e lo scambio di informazioni tra i diversi attori della catena logistica. Infine, l’adozione di sistemi di identificazione elettronica delle UTI, come i codici ILU compatibili con i codici BIC utilizzati per i container marittimi, faciliterà il tracciamento e la gestione efficiente delle unità.
Parallelamente ai progressi tecnologici, le iniziative di sostenibilità giocheranno un ruolo sempre più centrale nello sviluppo delle UTI. Si prevede una crescente attenzione alla riduzione dell’impronta di carbonio delle UTI e del trasporto intermodale nel suo complesso, attraverso l’impiego di materiali riciclabili e processi produttivi a basse emissioni. Lo sviluppo di unità refrigerate più efficienti dal punto di vista energetico e l’utilizzo di refrigeranti a basso impatto ambientale contribuiranno a rendere il trasporto intermodale di merci deperibili ancora più sostenibile. La promozione dell’economia circolare e del riutilizzo/riciclo delle UTI diventerà una pratica sempre più diffusa per ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale.
L’utilizzo di carburanti alternativi per i veicoli coinvolti nel trasporto intermodale, come camion, treni e navi, contribuirà ulteriormente alla riduzione delle emissioni. L’ottimizzazione delle rotte di trasporto per minimizzare il consumo di carburante e le emissioni rimarrà una priorità. Infine, lo sviluppo di infrastrutture intermodali più efficienti e sostenibili, come terminal elettrificati e migliori collegamenti tra le diverse modalità di trasporto, sarà fondamentale per supportare la crescita del trasporto intermodale e massimizzarne i benefici ambientali.





